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I droni, i nuovi protagonisti del traffico aereo

29/02/2016

I droni, i nuovi protagonisti del traffico aereo

Si chiamano operatori di droni e secondo la Federal Adviation Administration americana, l’ente che regola e sovrintende l’aviazione civile statunitense, a inizio del mese avrebbero superato i piloti aerei, raggiungendo il numero di 325 mila esperti contro i 320 mila piloti civili e un numero di mezzi che quest’anno potrebbe raggiungere la cifra di 1,6 milioni di pezzi.

In America è boom di droni, impiegati nei settori più disparati e con funzioni un tempo assolte in maniera meno chirurgica da elicotteri e mezzi aerei. Proprio perché piccoli, agili e dotati di una tecnologia sofisticata, si rivelano molto più efficienti per operazioni di precisione in agricoltura, nella manutenzione delle reti energetiche e il monitoraggio biologico e ambientale, ma anche la sorveglianza, l’investigazione, il trasporto di medicinali, la sicurezza, il turismo, l’esplorazione, i video e la fotografia.

Il fenomeno è quanto mai peculiare, considerato che il successo di questi piccoli quadri-esacotteri ha anticipato il formarsi di una adeguata disciplina che ne regolamenti l’utilizzo. In America è in corso una vera e propria battaglia perché si stabiliscano degli standard che ne aumentino la sicurezza. Per questo motivo la Nasa ha lanciato “Sky for all”, un concorso che raccoglie le migliori proposte e idee per gestire il traffico aereo dei droni, che sta assumendo dimensioni ormai importanti e potrebbe costituire un pericolo di non poco conto nei cieli di mezza terra. 

E l’Italia? Nel nostro Paese la situazione è decisamente più ingarbugliata, ma episodi importanti iniziano a rompere le resistenze diffuse. Un primo segnale viene da Fieragricola 2016, l’evento che per la prima volta ha dedicato un’intera area ai velivoli unmanned, strumenti ormai insostituibili per un’agricoltura evoluta e di precisione. Un'altra occasione che ha messo una bandierina lungo la strada verso l’utilizzo regolamentato dei droni è stato il debutto a Montecitorio di Fiarp, una delle associazioni di droni italiane, che ha sollevato la questione di una normativa ad hoc che ne regolamenti il traffico.

Ma l’episodio più importante risale a poche settimane fa, quando l’Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha annunciato l’introduzione di aggiornamenti al regolamento sull’utilizzo dei droni. Le nuove disposizioni sarebbero state richieste dall’Areonautica Militare, al fine di garantire maggiore sicurezza durante il funzionamento.

Oggetto della nuova disciplina sarebbero i SAPR (sistemi aerei a pilotaggio remoto) sotto i 300 grammi di peso. Una prima modifica riguarda l’obbligo di dotare i velivoli unmanned di una paraelica, visto che l’utilizzo di questo tipo di droni di calibro leggero avverrebbe in centri abitati e il rischio di un’eventuale perdita di quota o di un impatto accidentale è alto, con grave pericolo per i terzi. Tuttavia il peso è un fattore chiave per il funzionamento di un drone e l’aggiunta della paraelica ne determina un aumento sì lieve, ma determinante per l’agilità del velivolo.

La guida da remoto sarà inoltre consentita solo di giorno, a una distanza in piano di 500 metri e a un’altezza massima di 150 metri sopra il livello del suolo, a condizione che il drone sia visibile a occhio dal pilota che lo guida. L’Enac potrà autorizzare guide in condizioni fuori dai parametri stabiliti ma solo dopo presentazione da parte degli operatori di una valutazione del rischio.

Per i mezzi con guida da remoto di peso entro i 25 chili, le operazioni sono consentite solo all’interno dei cosiddetti CTR, spazi aerei controllati situati nei pressi di specifici aeroporti: in questo caso l’altezza massima di volo è di 70 metri (erano 150 metri in precedenza) e la distanza orizzontale massima di 200 metri (contro i 500 metri di prima), mentre gli aeromodellisti che pilotano i droni per hobby sono esclusi dalle zone di CTR.

In prossimità delle aree che si trovano sotto le traiettorie di decollo e atterraggio oltre i limiti dell’ATZ e fino a 15 km dall’aeroporto, il limite di altezza è fissato a 30 metri dalla superficie del suolo.

A cura di: Paola Campanelli
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