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Quando i costi del biglietto aereo prendono il volo

24/09/2015

Quando i costi del biglietto aereo prendono il volo

La digitalizzazione di molte attività nel quotidiano ha cambiato radicalmente i comportamenti e le scelte di ogni consumatore. Così, acquistare un volo ha assunto nel tempo un significato molto differente da quando l’unica decisione da prendere era la scelta dell’agenzia dove prenotarlo.

Già da qualche anno il mercato delle compagnie aeree si svolge principalmente online, a volte esclusivamente se si considera la filosofia con cui nascono i vettori low cost.

Ma quando parliamo di rivoluzione non ci riferiamo solo alle modalità di prenotazione, perché gli ultimi anni hanno cambiato radicalmente anche lo stesso concetto di “acquistare un biglietto”.

Un tempo infatti il biglietto aereo voleva dire la tratta del volo, il posto a sedere, il bagaglio e differenti livelli di comfort a seconda della classe scelta. In tutto questo, era garantito e incluso nel prezzo di acquisto il trasporto di un bagaglio e l’imbarco di quello più ingombrante, uno snack e una bevanda, un posto assegnato. Tempi lontani, perché le compagnie aeree hanno progressivamente scorporato dal prezzo tutti questi servizi dati per scontati, facendoli diventare vere e proprie commodity, da scegliere e pagare.

Stiamo parlando di quelle voci che nei bilanci delle compagnie aeree figurano come «ancillary revenues», in sostanza le componenti dei ricavi diverse dalla vendita dei biglietti, ormai divenute strategiche per le società aeree. L’espressione comprende tutti i ricavi generati da ciò che va oltre la vendita diretta del biglietto: per l’utente finale, quelle voci che durante la procedura di acquisto è chiamato a flaggare (o, sarebbe più corretto in alcuni casi dire “skippare”) prima di concludere l’acquisto.

Sono i servizi inerenti l’imbarco dei bagagli, il check in, il posto assegnato e il comfort della poltrona, l’imbarco prioritario, i bagagli extra misura, il tipo di carta che si usa per il pagamento. E una volta a bordo, la lista continua con gli snack e i pranzi, le bevande, il servizio di wi-fi, lo shopping e le lotterie.

La ricerca di un docente della Stanford Graduate School of Business, Pedro Gardete, si è concentrata sulle vendite a bordo e ha rilevato come il comportamento del vicino di posto che acquista uno snack, un film o la connessione Wi-Fi, si ripercuote sul passeggero che sarà indotto ad avere lo stesso comportamento. Per dire, in volo il marketing funziona molto bene.

È necessario allora, almeno durante la procedura di acquisto del biglietto aereo, tenere sempre d’occhio il prezzo finale, facendo attenzione a cliccare solo sui servizi richiesti ed evitare così di far lievitare i costi.

A cura di: Paola Campanelli
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