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Bagagli in viaggio: è sentenza la Convenzione di Montreal

21/07/2015

Bagagli in viaggio: è sentenza la Convenzione di Montreal

La copertura assicurativa relativa al bagaglio trasportato durante il viaggio prevede che in caso di perdita definitiva o temporanea dovuta a cause imputabili al vettore, la polizza rimborsi le spese relative agli acquisti eventualmente effettuati nei giorni in cui si è sprovvisti dei propri effetti.

Il rimborso avviene secondo massimali stabiliti dalle tabelle assicurative: macchine fotografiche, gioielli, apparecchi elettronici possono essere risarciti per la metà del loro valore, mentre denaro, assegni, documenti, libretti di risparmio che siano incautamente riposti nelle valigie non prevedono alcun rimborso da parte dell’assicurazione.

Fino a poco tempo fa nessuna distinzione veniva operata nel caso in cui lo smarrimento o il ritardo della consegna del bagaglio riguardasse un viaggio in Europa o valicasse i confini dell’Eurozona per diventare internazionale: nel caso in cui la vacanza diventasse fonte di stress, il viaggiatore aveva comunque diritto a chiedere un risarcimento per i danni morali, secondo la sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee del 12 marzo 2002 che stabiliva esattamente i danni "da vacanza rovinata".

Risale invece al 15 luglio scorso una sentenza della Corte di Cassazione, la n. 14667/2015, che ha respinto il ricorso di una donna che denunciava la consegna dei bagagli dopo due settimane dall’arrivo in Venezuela, meta scelta per la sua luna di miele. La donna chiedeva la liquidazione del danno morale per lo stress subito dovuto all’impossibilità di indossare i suoi vestiti e di partecipare a feste e galà proprio per mancanza di un abbigliamento adeguato. Ma i giudici sembra non abbiano considerato la tesi convincente e nell’applicare la Convenzione di Montreal hanno stabilito che il tetto del risarcimento, in caso di distruzione, perdita o ritardo nella consegna dei bagagli, è di mille euro.

La Convenzione non fa alcuna distinzione tra danno materiale e morale, garantendo “un equo risarcimento e realizzando un giusto contemperamento tra i vari interessi in gioco, quelli delle compagnie di trasporto aereo e quello della tutela dei passeggeri, lasciando agli ordinamenti dei singoli Stati il compito di disciplinare un eventuale ulteriore danno”.

Il viaggiatore non potrà quindi chiedere il risarcimento del danno non patrimoniale ricevuto invocando lo stress subito, la perdita dei ricordi e le difficoltà patite in viaggio, a meno che non dichiari al vettore prima di partire di avere uno speciale interesse alla consegna e paghi una somma aggiuntiva per cautelarsi da ogni eventuale perdita o ritardo nella consegna dei bagagli.

All’interno della Comunità Europea continuerà dunque ad applicarsi il Regolamento Ce, se si tratta invece di vettori non comunitari, scatterà la Convenzione di Montreal che prevede appunto la copertura di ogni tipo di danno, di natura patrimoniale o morale, dipendente dal vettore internazionale che ha smarrito il bagaglio o ritardato la sua consegna.

Nel caso in cui si intendesse rivendicare il risarcimento del danno subito ritenendo la cifra di mille euro inadeguata, si hanno invece due possibilità.

La prima è ingiungere una causa ordinaria contro la compagnia aerea al fine di vedersi riconosciuto il danno morale e dimostrando che il fatto illecito sia avvenuto a seguito di reato o si sia subita una lesione dei diritti inviolabili della persona, tutelati dalla Costituzione.

L’altra possibilità è quella alla quale si è fatto riferimento: dichiarare alla compagnia aerea di avere “speciale interesse alla consegna” del bagaglio e pagare una tassa supplementare, avendo così diritto a un risarcimento che arriva a coprire la somma indicata al vettore, salvo prova contraria del vettore stesso che arriva a dimostrare che la cifra è stata esagerata ed è superiore all’effettivo e reale interesse del mittente alla consegna del pacco.

A cura di: Paola Campanelli
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